Sergio Unia. L’aspetto emozionale della forma.

La rappresentazione della realtà e la bellezza sono in arte

la stessa cosa, e […], dove si sente che manca la bellezza,

manca nient’altro che la perfezione stessa del rappresentare.

Croce, Balzac, da Poesia e non poesia

«Sergio Ùnia è una delle personalità che dominano la scena della scultura europea,  autore di una ritrattistica tesa a cogliere un particolare momento di vissuto legato alla propria quotidianità di affetti familiari. Di fatto si distingue per la predilezione di temi intimistici e per un certo distacco dalle ricerche plastiche contemporanee. Temi iconografici precipui che interpreta con molte varianti personali, improntando tutta la sua opera al ritorno alle forme e alle proporzioni classiche dove l’energica fermezza del bronzo si diluisce in mitigata dolcezza ignuda secondo i dettami neoclassici. La consapevole scelta di un soggetto volutamente prediletto è in effetti riscattata dall’alto rigore formale con cui sono condotte le opere scultoree: il taglio delle figure è sempre magistrale e il contorno nitidissimo mette in evidenza anche la componente lineare che costituisce sempre uno degli aspetti fondamentali dei moderni ritorni all’arte antica.  I volti amati delle figlie Rossana e Marcella sono i temi che sviluppa con l’affetto e l’innocente naturalezza confacente alla spontaneità del suo mondo poetico. Sono visioni equilibrate e serene, ritratti acutamente individuati, nudi dalle membra ferme e salde, che si ravvivano al gioco sapiente dell’ombra e della luce, dove la dolcezza caratterizza i volti morbidamente modellati. L’amorevole trattazione dei volti, l’armoniosa cadenza del taglio compositivo, fanno di queste sculture opere di rara eccellenza e maturità artistica. I richiami all’antico sono pertanto sostanziati da uno spirito del tutto nuovo. All’esattezza anatomica delle figure e al senso del volume si accompagna la straordinaria finezza del modellato espressione di un ideale di bellezza estetica: un’armonia e una proporzione che rispondono agli ideali classici ma che rappresentano anziché il “bello ideale” il “bello naturale”.

Quasi rapito dall’eterno incanto della bellezza femminile, le sue opere sono un lungo canto dedicato alla donna, alla grazia pudica e adolescente, ricerca armoniosa d’intima dolcezza e delicato senso della beltà».

Giorgia Cassini