SALOTTINO ROSSO

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Nella piccola sala dell’ala orientale lo stucco dorato copre come una filigrana la volta rosa e verde, ornata da busti femminili e putti reggenti uno spartito e il flauto di Pan. Dall’arredo della famiglia Alfassio Grimaldi di Bellino provengono sia la specchiera settecentesca che le due sovrapporta con soggetti mitologici del pittore Michele Antonio Milocco (Piode, 1689 / 1692 – 1772): l’Educazione di Cupido e Bacco e Arianna.

Ai restauri del 1937 appartengono la tappezzeria di damasco rosso e il lambriggio con raffigurazioni di nature morte, attribuibili all’astigiano Ottavio Baussano (Asti, 1898 – 1970).
La serie di poltrone  d’ambito romano dalle belle proporzioni e d’influenza francese è di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti

Alle collezioni civiche appartengono il parafuoco, raro e raffinato manufatto di metà Settecento, i piccoli oli e le miniature: la Visitazione di ambito piemontese (olio su onice, fine sec. XVII-inizio XVIII), la coppia di tempere su pergamena con Giuditta e Oloferne e Giaele Sisara (firmate da Francesco Felice Predessio attivo a Torino nella prima metà del Settecento) e una miniature di Giovanni Felice Ramelli (Asti, 1668 – Roma, 1741) raffigurante il Ritratto di ecclesiastico.

Sulla parete destra sono presenti altri due dipinti devozionali racchiusi in ricche cornici dorate: Santa Rosa da Lima con Gesù Bambino e i santi Secondo e Antonio da Padova (di Pietro Laveglia, nato a Parigi nel 1625 e morto ad Asti nel 1675) e la Madonna con Bambino e san Giovannino, (1609-1615) del più famoso Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (Montabone, 1568 (?) – Moncalvo, 1625).