SALA DELLO ZODIACO

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È così denominata per i soggetti che incorniciano l’Allegoria del Tempo, dove è riconoscibile l’intervento del pittore lombardo Salvatore Bianchi (Velate, 1653 – 1727) nel periodo in cui esegue le pitture per il palazzo torinese di Ottavio Provana di Druent (1717), lo stesso in cui si collocano i lavori conclusivi di riedificazione dei nuovi appartamenti di Palazzo Mazzetti.

La scena centrale raffigura il dio Crono che incombe sulla Bellezza dormiente, ma lo scorrere del tempo è illustrato anche dai simboli dello Zodiaco e dalle figure allegoriche delle Stagioni.
Al secondo decennio del Settecento datano le porte in legno intagliato e dorato, recanti il simbolo araldico della famiglia Della Rovere e la caminiera con il Ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia.
Il paracamino ottocentesco reca il dipinto con Diana cacciatrice.

Dalle collezioni civiche provengono il divano settecentesco (foderato in velluto in occasione del restauro) e la tempera raffigurante Luigi XIV dell’olandese Johan Starbus (fine XVII-inizio XVIII secolo).
La coppia di ritratti della pittrice torinese detta la Clementina, gli ovali e il Ritratto di Giovanni Battista De Lizaranzu (su precedente ritratto di Ambrogio Scarampi Crivelli marchese di Canelli dell’inizio del ‘600), appartennero alla famiglia Alfassio Grimaldi di Bellino, proprietaria del palazzo dal 1846 al 1937.

Dalla mobilia di questa famiglia provengono lo stipo monetiere di bottega lombarda della seconda metà del Seicento e il tavolo da muro della fine del XVII secolo.

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