RESIDENZA E MUSEO

Cenni sulla storia del museo

Nel contesto sociale cittadino Palazzo Mazzetti testimonia l’affermazione di una famiglia di nobili origini, arricchitasi con l’attività della Zecca e con attenti acquisti immobiliari.
Il prestigio della dimora nobiliare è testimoniata dai soggiorni di Giacomo Stuart (1717), del re di Sardegna Carlo Emanuele III (1727) e di Napoleone I (1805).
Nel 1442 i figli di Domenico Mazzetti da Chieri acquistano, fra l’altro, parte del feudo imperiale di Frinco, che fino all’età moderna rimane un’isola di giurisdizione imperiale entro i possedimenti sabaudi. I diritti di conio esercitati dai Mazzetti a partire dall’ultimo quarto del XV secolo sono messi in discussione sia dal duca di Savoia che dalla repubblica di Venezia a causa delle contraffazioni di monete.
La notizia secondo la quale l’edificio di Corso Alfieri sorgerebbe sul sito originariamente occupato dalla casaforte dei Turco, acquistata dai Mazzetti nel 1442, risale allo studioso Niccola Gabiani (1906) che collegava l’evento all’alienazione del Castello e della giurisdizione di Frinco da parte dei Turco, le cui abitazioni erano invece organizzate in un isolato individuabile tra le vie Cattedrale, Milliavacca e Giobert.

Le fasi storiche e costruttive dell’edificio.

Ultimo quarto XVII – primi decennio XVIII secolo
Nella seconda parte del Seicento i Mazzetti iniziano ad Asti l’opera di accorpamento degli edifici medievali dell’isolato di corso Alfieri, dove già nel 1624 è documentata una grande casa di proprietà di Giulio Cesare Mazzetti.
Nel 1684, anno del matrimonio tra Giovanni Battista Mazzetti e Elena Caterina Ponte di Casalgrasso, sono costruiti nuovi ambienti tra cui le sale decorate a stucco della manica centrale, verso il cortile principale.
Nel 1693 il conte Giovanni Battista Mazzeti perviene ad una prima acquisizione attraverso la casa del conte Giovanni Rodolfo Fornaca di Sessant e, nel 1716, alla nuova dimora viene inglobato anche l’edificio degli eredi del notaio Lorenzo Gallo che affacciava in parte sull’attuale via Giobert, costruzione demolita. I lavori di ampliamento si concludono con i lavori di decorazione della Galleria nel 1730.

1751-1752.
Si deve a Giulio Cesare Mazzetti il progetto, affidato all’architetto Benedetto Alfieri, di costruzione dell’ala orientale, comprendente il rifacimento della facciata, l’atrio, lo scalone, il salone d’onore e le stanze ad est dell’ingresso principale. Nei nuovi ambienti intervengono stuccatori ticinesi che realizzano la decorazione rocaille.
La presenza alfieriana in questa seconda fase costruttiva è individuabile nel disegno della facciata ornata da semplici incorniciature, nei portali d’accesso a “effetto prospettico”, nell’elegante atrio con colonne di gusto manieristico e nello scalone dal lato maggiore illuminato. Il portone d’ingresso e il balcone con la ringhiera in ferro battuto a motivi rococò sono iscritti in un arco rientrante nel muro, ornato dallo stemma dei Mazzetti (tre mazze) sorretto da due liocorni affrontati.

1846
Nel 1846 il conte Luigi Alfassio Grimaldi di Bellino acquista l’edificio da Pietro Roero di Settime che lo aveva ereditato nel 1829 in qualità di nipote dell’ultimo discendente dei Mazzetti.
Tra le modifiche da lui apportate è documentata quella della facciata sulla contrada maestra e su via Giobert, progettata dall’ing. Valessina.
1937 – 1940
Il cantiere novecentesco prende avvio dopo l’acquisto del palazzo da parte della Cassa di Risparmio di Asti (1937) e in occasione della Mostra d’Arte Astigiana inaugurata in quell’anno. Artisti astigiani (tra cui Anacleto Laretto, Giuseppe Manzone e Ottavio Baussano) sono impegnati nei restauri e nelle ridecorazioni che  vanno letti nell’ambito di un progetto che prevedeva la ricostruzione degli ambienti settecenteschi guardando al cantiere-modello di Palazzo Madama a Torino.

2000
La Fondazione acquista il Palazzo e affida i progetto di restauro, ristrutturazione e riqualificazione funzionale all’architetto Giovanni Bo.
Vengono eseguiti tra il 2003 e il 2005 i primi lavori urgenti di consolidamento delle volte e di sistemazione del tetto. Dal 2005 al 2009 si completano i lavori del primo lotto.
Infine, nel dicembre del 2011, si giunge al completamento dei lavori, al riallestimento del museo e alla riapertura completa di Palazzo Mazzetti.

LA FORMAZIONE DEL MUSEO CIVICO
Le collezioni civiche hanno origine nel 1887 all’interno della chiesa della Santissima Annunziata, oggi non più esistente. Nel primo centenario della morte di Vittorio Alfieri (1903), la raccolta archeologica e alcuni dipinti sono trasferiti a Palazzo Alfieri, divenuto per iniziativa del conte Leonetto Ottolenghi sede del Museo Alfieriano e Museo Civico (1914).
Il primo nucleo della pinacoteca comprendeva, oltre alle opere provenienti da chiese e conventi soppressi in epoca napoleonica, anche tele inviate in dono dagli aspiranti artisti astigiani che percepivano sovvenzioni dal Comune.
Negli anni 1910-11 è costituita una sezione risorgimentale, che comprende già le tele commissionate da Leonetto Ottolenghi per il Salone del Risorgimento,.
Al mecenatismo di Ottolenghi si deve anche l’ingresso al museo del grande quadro di Lorenzo Delleani inititola to Pellegrinaggio ad Oropa.

Nel 1920 il Museo si arricchisce di un’interessante raccolta di mirabilia orientali grazie alla collezione del Contrammiraglio della Regia Marina Enrico Secondo Guglielminetti, l’importante collezione di microsculture dell’ebanista astigiano Giuseppe Maria Bonzanigo (1931-1938) e le tappezzerie provenienti dalla Collegiata di San Secondo e ritenute per tradizione donate dai duchi di Orléans nel 1494.
Nel 1937 le collezioni vengono ospitate a Palazzo Mazzetti acquistato dalla Cassa di Risparmio di Asti.
Nel 1939 per la ricostituzione della Pinacoteca Civica è incaricato il direttore del Museo Civico di Torino Vittorio Viale.
Dopo un primo riordino nel dopoguerra i lavori si concludono nel 1955. Nonostante la chiusura nel 1984 per motivi di sicurezza, l’attenzione alle collezioni civiche e all’edificio viene mantenuta in diversi modi dall’Ufficio Musei, (l’attivazione della Biblioteca d’arte, la creazione al Centro di Documentazione Didattica dei Musei), mentre importanti fasi di studio sono le mostre in collaborazione con la soprintendenza dedicate alle più importanti collezioni, come quelle dei tessuti della collezione Gerbo (1982), dei dipinti di Michelangelo Pittatore (1983), delle microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo (1989).

Dagli anni Novanta prende inoltre avvio il catalogo informatizzato delle collezioni civiche e di quelle della Cassa di Risparmio di Asti, ricoverate negli ambienti del piano nobile.
Nel 2000 la Fondazione acquista il Palazzo e inizia i lavori di recupero architettonico e restauro degli apparati decorativi; nello stesso anno con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Piemonte, organizza la mostra Acquisizioni e restauri , e nel 2001 sostiene l’ultima mostra-riordino Le collezioni civiche di Asti, Materiali di studio per il riallestimento. Sono allestiti nuovi magazzini dotati di tutti gli impianti, all’interno del palazzo, per ospitare in sicurezza le opere e per poter dare avvio ai lavori.
Dopo l’inaugurazione dell’alla orientale dell’edificio (2009), dal 15 dicembre 2011 Palazzo Mazzetti è completamente aperto ai visitatori.

Dagli anni Novanta prende inoltre avvio il catalogo informatizzato delle collezioni civiche e di quelle della Cassa di Risparmio di Asti, ricoverate negli ambienti del piano nobile.

Nel 2000 la Fondazione acquista il Palazzo e inizia i lavori di recupero architettonico e restauro degli apparati decorativi; nello stesso anno con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Piemonte, organizza la mostra Acquisizioni e restauri , e nel 2001 sostiene l’ultima mostra-riordino Le collezioni civiche di Asti, Materiali di studio per il riallestimento. Sono allestiti nuovi magazzini dotati di tutti gli impianti, all’interno del palazzo, per ospitare in sicurezza le opere e per poter dare avvio ai lavori.
Dopo l’inaugurazione dell’alla orientale dell’edificio (2009), dal 15 dicembre 2011 Palazzo Mazzetti è completamente aperto ai visitatori.