Fare giornalismo lì, raccontare, per tanti cronisti che l’hanno scelta e amata quasi come una donna, nelle infinite piaghe, vuol dire raccogliere pietosamente le sue agonie, diventare eroe per forza della sua infusa tenacia, rivelatore della sua camera oscura, acciarino della sua terribile pietra focaia. Lì non puoi toccare le parole se non gli viene data una forma umana. Raccontare Aleppo: piantine, avanzate, ritirate, comunicati, annunci…Non è così che capirete. Domenico Quirico

La storia degli ultimi sei anni di Aleppo ci presenta un caso emblematico, di come la vita degli abitanti di una città moderna, con abitudini quotidiane analoghe a quelle della maggior parte dei cittadini del mondo, possa in breve tempo cadere in un baratro. Capire la tragedia di Aleppo vuol dire comprendere come ciò che fino a ieri era normale quotidianità come frequentarsi per strada, immaginare progetti di vita, intraprendere un’attività, godersi il tempo libero, fare sport, improvvisamente deve lasciar posto ad un unico obiettivo: sopravvivere.

Fondazione Palazzo Mazzetti propone alle classi in visita alla mostra “Aleppo, come è stata uccisa una città” un’esperienza didattica che si pone due obiettivi principali:

1) condurre gli studenti in un lavoro di discussione su tematiche che, partendo dall’esperienza della mostra e della lettura del libro, forniscano strumenti per la comprensione della vicenda di Aleppo, soprattutto dal punto di vista umano ed emotivo.

2) stimolare la creatività degli studenti nell’individuare le forme espressive (articoli, fotografie, video, infografica, illustrazioni) più idonee a trasmettere ai propri coetanei il messaggio frutto della discussione di gruppo.

Il laboratorio è strutturato in 3 momenti

A) Visita della mostra e discussione critica condotta dal personale di guida di Palazzo Mazzetti (durata: 1h e 15 minuti)

B) Lavoro in classe per la realizzazione degli elaborati (durata a discrezione dell’insegnante responsabile dell’attività)

C) Pubblicazione sullo spazio «Aleppo, Italia» Gli elaborati degni di nota verranno commentati da Domenico Quirico