Nata a Savigliano nel 1973, vive ed opera a Torino. Dopo il diploma presso il Liceo Ego Bianchi di Cuneo, si è laureata con lode all’ISIA di Urbino, dove ha seguito anche uno stage con Lorenzo Mattotti e frequentato un altro corso, a Venezia, con Lisbeth Zwerger. Ha lavorato nella grafica pubblicitaria per oltre quindici anni ma nel 2011 decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura e da allora espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le più importanti: 2014 Saluzzo – Saluzzo Arte XIX Rassegna di Arte Contemporanea: “Fabula Docet. Magiche novelle contemporanee” • 2013 Cuneo – Complesso Monumentale di San Francesco: “GrandArte 2013: Artisti Contemporanei per un Progetto Sociale”; Saluzzo – Saluzzo Arte XVIII Rassegna di Arte Contemporanea: “Le Signore del Tempo” • 2012 Marina di Ravenna – Galleria FaroArte – Premio Marina di Ravenna: Finalista; Pontechianale – Museo del Mobile dell’alta val Varaita: “Paola Rattazzi e Claudio Salvagno. Paesaggi interiori ed altri silenzi…”; Teramo (Casoli di Atri) – Palazzo Ducale – Biennale Nazionale di Pittura Murale Casoli Pinta; Saluzzo – XXXIV Premio Matteo Olivero: Premio della Critica; Nice, Costa Azzurra – Villa Magdalena – Collettiva • 2011 S. Stefano Belbo – XXII Premio Nazionale Cesare Pavese: Premio Provincia di Cuneo; Milano – Premio Arte Mondadori: Finalista; Cherasco – Chiesa di San Gregorio:  “Pieghe della memoria” – Personale • 2010 Saluzzo – XXXII Premio Matteo Olivero: 1° Premio per la pittura.

 “Sono paesaggi reali o immaginari, luoghi e non luoghi, raccolti in impressioni che non cedono mai a tentazioni naturalistiche, ma riflettono emozioni ed esperienze comuni, un processo condiviso nel coglierne il senso, il riflesso, il respiro, l’attimo. Un percorso emotivo, vissuto con gli occhi e con il cuore, per raccontare infinite storie di palpitanti primavere e di lunghi inverni, di luci e di ombre scure, di inquietudini e di umana solitudine, di gioie e di malinconie. In questi lavori il paesaggio e l’anima, sono strettamente legati, connaturati. Intimamente legati come s’incontra di rado nel lavoro di un artista. Anima e paesaggio, descritti con toni avvolgenti e coinvolgenti. Parlano della natura, catturandone gli elementi sostanziali, per recuperare, infine, anche le forme più ancestrali che si perpetuano, rinnovandosi in frammenti di armoniosa bellezza, per svelare un ambiente ideale, un paesaggio affettivo, che diviene anche “casa”. Paolo Infossi

 “La mia ricerca affronta il tema del rapporto dell’individuo con la sua terra di origine; dalle tradizioni popolari ai legami affettivi, tutti quegli intrecci relazionali che creano la trama di cui è composto il nostro “vissuto”. I paesaggi, i campi coltivati, i frutteti nei miei quadri diventano forme colorate, spazi ricamati con morbide linee e minuscoli segni; lavoro la tela sovrapponendo strati di materia e di colore, così come i ricordi e le emozioni si sedimentano in noi. Questo percorso vuole essere il riavvicinamento dell’uomo alle proprie radici attraverso il recupero della memoria come patrimonio primordiale, che rappresenta la fonte a cui attingere per aprire varchi tra il passato e il presente. Il mio lavoro si colloca nel ricordo che ognuno di noi lega al proprio territorio e alle relazioni che in quei luoghi sono nate e si sono consumate.”

paolarattazzi.wordpress.com

ASTI – PALAZZO OTTOLENGHI – 31 MAGGIO – 22 GIUGNO 2014