mostra_etruschi_03
Dopo quasi mezzo secolo il Piemonte propone una grande esposizione dedicata agli Etruschi. Una straordinaria occasione per ammirare una pregevole selezione di oggetti etruschi e greci, provenienti dai Musei Vaticani e dalle principali raccolte italiane. La sede di Asti non è casuale: viene esposti per la prima volta in città l’elmo crestato villanoviano bronzo, celato per molti secoli nelle acque del Tanaro e riportato alla luce alla fine dell’Ottocento.
Il copricapo, simbolo del primo contatto fra Etruschi e comunità è il punto di partenza per approfondire le relazioni più remote fra il Mediterraneo greco e orientale e l’Occidente etrusco. La mostra si articola in due parti, affascinante percorso nei sotterranei voltati in cotto di Palazzo Mazzetti.La prima descrive la diffusione dell’ideale eroico e dei costumi “omerici” in Etruria, attraverso una serie di temi che caratterizzano le antiche fasi della civiltà etrusca: commercio, optilismo, atletismo, costume, cura del corpo. Raffinate tempere ottocentesche che riproducono fedelmente due delle più rappresentative tombe dipinte di Tarquinia – “delle Bighe” e del “Triclinio” – consentono infine di rivivere le atmosfere dei giochi atletici e delle cerimonie svolte in omaggio dei nobili defunti.
La seconda parte della mostra si apre con il banchetto, nelle sue diverse rappresentazioni documentate da servizi di pregio, arredi ed eloquenti immagini di pittura e scultura. Il tema viene illustrato dalla ricomposizione originale di una tomba a camera dipinta (“della Scrofa nera”, le cui pitture furono staccate dall’ipogeo a scopo conservativo), con una vivace scena di convivio del V secolo a. C.
In mostra sarà inoltre riunificato per la prima volta il pregevole sarcofago dei Vipinana da Tuscania, con l’immagine del defunto banchettante sul coperchio e la rappresentazione del mito dei Niobidi sulla cassa.La sezione si chiude con una suggestiva rassegna di immagini di Etruschi, composta da teste votive provenienti da santuari, con una successione di tipi, dal bambino in fasce all’anziano, fino a due volti grotteschi, di grande intensità emotiva, usciti per l’occasione, in anteprima, dai depositi dei Musei Vaticati.
Chiude la mostra una rarità espositiva e un ritorno in terra piemontese. Viene infatti riproposto il lussuoso gabinetto “etrusco” del castello di Racconigi, commissionato da re Carlo Alberto al genio artistico di Pelagio Palagi. Per la prima volta sono raccolti assieme disegn originali, arredi e decori dello studiolo neoclassico: un omaggio al rapporto fra Etruschi e Savoia e al gusto artistico “all’etrusca” che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.
La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in collaborazione scientifica con i Musei vaticani, con il sostegno della Regione Piemonte e il coordinamento organizzato di Civita. Alla mostra, curata da Alessandro Mandolesi e Maurizio Sannibale, contribuiscono, con significativi prestiti, importanti istituzioni museali e culturali italiane.