Corpetto,
Manifattura italiana o spagnola, corpino, raso ricamato, terzo quarto del XVII secolo,
Collezione G. B. A. Gerbo

Il corpino appare come una rara testimonianza dell’abbigliamento femminile del terzo quarto del Seicento: abbandonate le rigorose e severe fogge di matrice spagnola, che hanno contraddistinto la moda fra il Cinque e il Seicento, a partire dal secondo quarto del XVII secolo le vesti si fanno sempre meno austere e castigate. Di particolare ricchezza è il prezioso ricamo che, nella ricerca di movimento data dal continuo rigirarsi di sinuosi tralci fioriti che si ripiegano su nobili pavoni, si ricollega alla peculiare esuberanza barocca.
Nei documenti è ricordato come “corsetto spagnolo”, ma non è dato sapere se è realmente un lavoro di manifattura iberica. Noti e rinomati erano ad esempio i centri di ricamo italiani, fra cui Milano che occupava una posizione di primissimo piano. Non era infatti raro che le dame spagnole più raffinate si rivolgessero proprio alla botteghe milanesi per le commissioni più prestigiose.